La Serie A, quel circo eterno dove i favoriti inciampano e gli ex tornano per prendersi una rivincita – o una batosta – è tornata il 3 gennaio 2026. Nel gelo post-festivo, Juventus e Atalanta hanno aperto il nuovo anno con due partite che sembrano uscite da un copione di commedia all’italiana: una dominata ma pareggiata, l’altra vinta con il minimo sforzo. Analizziamo questi 180 minuti tra statistiche e ironia, che hanno fatto alzare più sopracciglia che esultanze.
Juventus: dominio senza gol e pareggio amaro contro il Lecce
All’Allianz Stadium la Juventus ospita il Lecce in un match che sulla carta sembrava una passeggiata nel parco. Invece, arriva un pareggio 1‑1 che sa di beffa, con i bianconeri a dominare ma a raccogliere solo briciole.
Statistiche alla mano: 72% di possesso palla, 23 tiri totali contro i 6 del Lecce, 5 occasioni nitide on target contro 1 e 10 corner a 1. Numeri che di solito conducono alla vittoria, eppure Lameck Banda al 45’ infila il gol per il Lecce, e Weston McKennie risponde al 49’ con un pareggio che sembra più un sospiro di sollievo.
Il momento clou arriva con Jonathan David dal dischetto, il cui rigore viene parato da un Falcone in versione supereroe. La Juve crea opportunità per fare anche poker, ma finisce con un solo punto, che la lascia quinta a 33 punti, cinque dietro il Milan (che ha una gara in meno).
Luciano Spalletti dirà che è “merito del Lecce”, ma è il classico e recente “Juve style”: tanto fumo, poco arrosto.
Atalanta: efficienza e cinismo contro la Roma
Spostandoci a Bergamo, l’Atalanta regola 1‑0 la Roma, rovinando la trasferta di Gian Piero Gasperini, ex allenatore della Dea e oggi alla guida della squadra giallorossa. Giorgio Scalvini al 12’ minuto infila Svilar sugli sviluppi di un corner, e la partita si chiude come una cassaforte.
Le statistiche mostrano equilibrio: Atalanta 45% possesso palla contro 55% della Roma, 12 tiri a 10, ma solo 1 on target contro 4 della Roma, 7 corner a 5. Sembra un furto? Macché: è la famosa efficienza bergamasca. Palladino ha impostato una Dea solida, che ha controllato senza strafare, mentre la Roma ha sprecato occasioni con Dybala e Soulé.
Gasperini, maestro del pressing alto e profeta in patria, vede i suoi ex allievi batterlo con un gol da palla ferma. L’Atalanta vola verso l’Europa, mentre la Roma mastica amaro.
Serie A 2026: contraddizioni e colpi di scena
Queste due partite riassumono perfettamente la bellezza caotica della Serie A: statistiche che promettono valanghe di gol ma che consegnano pareggi e minimalismi, ex che tornano per un twist hollywoodiano e tifosi che passano dal sogno alla realtà in 90 minuti.
Il 2026 è appena iniziato e già regala ironie da bar sport: la Juventus domina ma non vince, l’Atalanta vince senza dominare. Chi l’ha detto che il calcio deve essere prevedibile?