Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi è tornato al centro della puntata di Ore 14 Sera del 29 ottobre 2026. Ospite di Salvo Sottile è stato Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, che ha affrontato i prossimi passaggi della difesa e le nuove questioni emerse nel corso delle indagini sulla morte della giovane di Garlasco.
Il tema più atteso era quello della possibile revisione della condanna definitiva di Stasi. Il legale ha confermato che il lavoro difensivo è in una fase avanzata e ha indicato anche una possibile finestra temporale per il deposito dell’istanza.
«Noi potremmo presentarla intorno a metà novembre, il range è quello», ha dichiarato De Rensis, precisando che il documento conterrà elementi che ritiene particolarmente interessanti. L’avvocato ha aggiunto che ci sarebbe un elemento destinato a fare scalpore e che potrebbero esserci ulteriori aspetti rilevanti.
Il legale non ha però anticipato il contenuto delle nuove argomentazioni, spiegando che la difesa intende mantenere riservati i dettagli fino al momento del deposito.
Stasi, la difesa prepara la richiesta di revisione
Nel corso dell’intervista, De Rensis ha raccontato anche il proprio recente incontro con Alberto Stasi, descrivendolo come una persona che sta affrontando questa fase con equilibrio e razionalità.
L’obiettivo della difesa, ha ribadito, è dimostrare l’innocenza del proprio assistito attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento giudiziario.
«Il nostro ordinamento ha editato il ragionevole dubbio, è una formula che deve essere rispettata e applicata in ogni procedimento», ha affermato l’avvocato, sostenendo che il lavoro con il collega Giarda e gli altri componenti del gruppo difensivo è finalizzato a ottenere una rivalutazione della vicenda processuale.
La revisione è uno strumento straordinario, che non comporta automaticamente la riapertura di un processo per il semplice fatto che emergano nuove interpretazioni o contestazioni delle prove. Occorre presentare elementi che possano rientrare nei presupposti stabiliti dalla legge e che siano valutati dall’autorità giudiziaria competente.
Per questo il possibile deposito di novembre rappresenta un passaggio importante, ma non equivale a un’accettazione della richiesta né a una modifica della condanna definitiva.
Il nodo delle analisi sui pedali della bicicletta
Una parte consistente del confronto televisivo ha riguardato gli accertamenti biologici effettuati nel 2007 sulla bicicletta riconducibile ad Alberto Stasi.
Nella ricostruzione accusatoria che ha portato alla condanna, la presenza di materiale biologico attribuito a Chiara Poggi sui pedali della bicicletta ha rappresentato uno degli elementi presi in considerazione nel quadro indiziario.
Le nuove informazioni discusse in trasmissione riguardano alcune controanalisi che, secondo quanto riferito, avrebbero dato esito negativo e non sarebbero state adeguatamente considerate nel procedimento originario.
La questione è particolarmente delicata perché riguarda la completezza della documentazione scientifica utilizzata nel processo e la possibilità che risultati differenti debbano essere oggi rivalutati.
De Rensis ha richiamato anche alcuni documenti e annotazioni degli accertamenti dell’epoca, sostenendo che le informazioni disponibili non sarebbero state rappresentate in modo completo alla difesa.
Nel dibattito è stato citato il lavoro del colonnello Coli e il significato di alcune formulazioni contenute nei verbali. Il legale ha contestato la ricostruzione secondo cui le verifiche avrebbero consentito di escludere definitivamente ulteriori risultati negativi.
Si tratta di questioni che dovranno essere valutate attraverso gli atti originali, le relazioni tecniche e gli eventuali approfondimenti disposti dall’autorità giudiziaria. Le dichiarazioni rese in televisione rappresentano le posizioni dei protagonisti del confronto, non una conclusione giudiziaria già acquisita.
Le dichiarazioni di Marco Pizzamiglio sul sopralluogo
Nel corso della puntata è stato proposto anche un contributo di Marco Pizzamiglio, all’epoca collaboratore del generale Luciano Garofano e coinvolto nell’organizzazione del sopralluogo relativo alla vicenda.
Pizzamiglio ha ridimensionato il coinvolgimento diretto di Garofano nelle attività contestate, affermando che il generale non avrebbe avuto un ruolo nella vicenda delle risultanze trasmesse alla magistratura.
Ha inoltre dichiarato: «Non è successo niente, Garofano non c’entra niente, non credo abbia portato lui le risultanze alla Muscio».
Pizzamiglio ha aggiunto di non poter ricostruire oggi ogni passaggio documentale, anche perché, a suo dire, non dispone più degli atti necessari per verificare direttamente quanto accaduto.
Le sue parole sono state commentate da De Rensis, che ha richiamato le dichiarazioni rese in passato da alcuni appartenenti all’Arma durante le attività di approfondimento. L’avvocato ha sostenuto che le nuove verifiche dovranno consentire di chiarire le eventuali discrepanze tra quanto riportato negli atti e quanto emerso successivamente.
Il confronto ha riportato l’attenzione sul lavoro svolto dai RIS nel 2007 e sulla necessità di verificare con precisione la documentazione scientifica e investigativa dell’epoca.
La perizia sulla camminata di Stasi nella villetta
Un altro tema affrontato durante la trasmissione riguarda la perizia che ha analizzato il comportamento di Alberto Stasi dopo il ritrovamento del corpo di Chiara Poggi.
Uno degli elementi discussi nel processo era l’assenza di tracce ematiche sulle scarpe di Stasi, nonostante il giovane avesse dichiarato di essere entrato nella villetta e di aver raggiunto il corpo della fidanzata.
La ricostruzione tecnica era stata utilizzata anche per valutare la compatibilità tra il racconto dell’imputato e le condizioni riscontrate sulla scena.
Durante la puntata, il criminologo e psicologo Marco Strano ha criticato il metodo utilizzato per ricostruire la possibile camminata all’interno dell’abitazione.
Secondo il consulente, il modello matematico non avrebbe considerato adeguatamente le possibili reazioni di una persona davanti a una scena particolarmente traumatica. In una situazione del genere, ha osservato, una persona potrebbe modificare il proprio passo, evitare alcune zone o cercare di non calpestare le macchie di sangue.
Strano ha inoltre richiamato alcune differenze tra il soggetto utilizzato per le prove e le caratteristiche fisiche di Stasi, sostenendo che peso e numero delle scarpe avrebbero potuto influire sulla ricostruzione.
Un ulteriore aspetto riguarda il tempo trascorso tra il ritrovamento del corpo e il sequestro delle scarpe, avvenuto secondo quanto discusso in trasmissione circa 19 ore dopo. In quel periodo, ha osservato il consulente, le calzature potrebbero essere state utilizzate su superfici differenti.
Anche su questo punto sarà necessario distinguere le critiche formulate in studio dai risultati delle perizie e dalle valutazioni contenute nella sentenza definitiva.
De Rensis interviene sulle presunte pressioni sulla Procura generale
Durante l’intervista si è parlato anche delle indiscrezioni relative a presunte pressioni sulla procuratrice generale di Milano, chiamata a valutare gli aspetti di propria competenza rispetto all’eventuale revisione.
De Rensis ha espresso forte contrarietà rispetto alla diffusione di notizie che potrebbero mettere in discussione l’indipendenza di un magistrato senza che siano stati presentati elementi verificabili.
«Come cittadino sono molto turbato, non come avvocato», ha dichiarato, contestando il modo in cui sarebbero state diffuse alcune ricostruzioni televisive.
Il legale ha sostenuto che eventuali accuse di condizionamento nei confronti di un magistrato debbano essere accompagnate da riscontri concreti e non possano essere presentate come fatti accertati sulla base di informazioni non verificate.
La questione si inserisce in una fase particolarmente delicata, nella quale le decisioni della magistratura potrebbero incidere sui prossimi sviluppi della vicenda.
Il rapporto con la famiglia Poggi e il messaggio ai familiari
Nel corso della puntata, Salvo Sottile ha chiesto a De Rensis se volesse rivolgere un messaggio ai familiari di Chiara Poggi, che hanno sempre sostenuto la responsabilità di Alberto Stasi.
L’avvocato ha scelto di non entrare in polemica, affermando di rispettare il dolore dei familiari e di non sentirsi nella posizione di giudicare le loro dichiarazioni.
Ha ricordato anche la sofferenza della famiglia Stasi, citando in particolare Elisabetta, madre di Alberto, che secondo il legale ha vissuto per anni una situazione di dolore e isolamento.
Il passaggio ha riportato il confronto televisivo su una dimensione umana che continua ad accompagnare il caso di Garlasco: quella di due famiglie segnate da una vicenda giudiziaria e personale che, a distanza di molti anni, non ha ancora esaurito le sue conseguenze.
Cosa succede adesso nel caso Garlasco
La possibile richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi rappresenta uno dei passaggi più attesi delle prossime settimane. La finestra temporale indicata da De Rensis è quella della metà di novembre, ma fino al deposito ufficiale non sarà possibile conoscere nel dettaglio gli elementi che la difesa intende sottoporre alla magistratura.
Parallelamente proseguono gli approfondimenti della Procura di Pavia sulla posizione di Andrea Sempio, attualmente indagato nell’ambito della nuova inchiesta. Le indiscrezioni su una possibile richiesta di rinvio a giudizio non devono essere confuse con un provvedimento già formalizzato: al momento della trasmissione, non risultava depositata una richiesta ufficiale.
La puntata di Ore 14 Sera ha quindi messo a confronto questioni tecniche, dichiarazioni dei protagonisti e prospettive giudiziarie. Il punto centrale resta la verifica degli elementi disponibili: documenti, analisi scientifiche e ricostruzioni investigative dovranno essere esaminati nelle sedi competenti.
Il caso Garlasco continua così a svilupparsi su due piani distinti: da una parte la difesa di Stasi, che prepara una possibile istanza straordinaria; dall’altra l’indagine su Sempio, ancora nella fase delle valutazioni giudiziarie. Saranno gli atti ufficiali e le decisioni della magistratura, non le anticipazioni televisive, a determinare i prossimi passaggi.