La legge di Bilancio 2027 entra nella fase parlamentare e il primo dato politico è già evidente: la maggioranza dovrà gestire una manovra da circa 26 miliardi mentre si moltiplicano le richieste di modifica. Il confronto non è più soltanto tra governo e opposizioni. Sul tavolo ci sono anche le Regioni, gli enti locali, le parti sociali e gli stessi alleati del centrodestra.
Il calendario definito alla Camera prevede le audizioni dal 9 al 12 novembre, con l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti atteso giovedì 12. Il termine per gli emendamenti è fissato al 17 novembre alle 18. Sarà il primo passaggio in cui le promesse politiche dovranno fare i conti con le coperture.
Sanità, la protesta unitaria delle Regioni
Il fronte più trasversale è quello della sanità. La Conferenza delle Regioni, riunita il 4 novembre, ha chiesto all’unanimità un correttivo durante l’iter parlamentare. Il Fondo sanitario nazionale raggiungerebbe nel 2027 quota 146,3 miliardi, con un incremento superiore a 3,5 miliardi. Per i governatori, però, l’aumento non basta a compensare inflazione, rinnovi contrattuali e costi energetici. Il presidente Massimiliano Fedriga ha avvertito del rischio di difficoltà nel garantire i livelli essenziali di assistenza.
La richiesta è politicamente significativa: arriva da amministrazioni guidate da schieramenti diversi e sposta la pressione direttamente su Palazzo Chigi e Parlamento. La maggioranza dovrà decidere se reperire risorse aggiuntive o difendere l’impianto attuale, spiegando alle Regioni come sostenere i servizi senza scaricare ulteriori costi sui bilanci territoriali.
Pensioni e tensioni nella maggioranza
Il capitolo previdenziale resta un altro terreno di confronto. La Lega insiste sulla possibilità di ampliare l’uscita anticipata, con il tema della pensione a 64 anni al centro delle discussioni. La scelta di Alberto Gusmeroli, esponente vicino a Matteo Salvini, tra i relatori della manovra ha alimentato la lettura politica di una pressione leghista sul dossier.
Ma ogni intervento sulle pensioni richiede una copertura stabile. È qui che si misura la distanza tra rivendicazioni di partito e margini effettivi di bilancio. Il ministro Giorgetti dovrà tenere insieme sostenibilità dei conti e richieste degli alleati, mentre l’opposizione contesta le priorità del provvedimento e chiede di correggerne l’impostazione.
Tre norme nel mirino e una manovra ancora aperta
Nel frattempo, in Commissione Bilancio è emersa la richiesta di stralciare tre disposizioni giudicate non strettamente finanziarie: la norma sui libri scolastici digitali a prezzo ridotto, il documento riepilogativo delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e una disposizione sul personale dei commissari straordinari per la ricostruzione post-calamità. La decisione dovrà seguire il percorso parlamentare previsto dal regolamento.
Il quadro mostra una manovra ancora in costruzione. Le audizioni offriranno una fotografia delle richieste, ma saranno gli emendamenti a indicare quali priorità la maggioranza intenda davvero finanziare. Sanità, pensioni e scuola sono dossier diversi, ma hanno un punto comune: ciascuno chiede risorse in una fase in cui il governo rivendica margini limitati.
Per il centrodestra, la partita non consiste soltanto nel respingere le critiche dell’opposizione. Consiste nel trovare un equilibrio interno prima che il confronto in Aula renda più visibili le divergenze. Il 17 novembre sarà la prima scadenza concreta: da lì si capirà quali richieste resteranno slogan e quali entreranno nella legge.