Milano è stata tra i principali centri della mobilitazione nazionale di venerdì 30 ottobre. Lo sciopero generale promosso dall’Unione Sindacale di Base (Usb) ha portato in strada lavoratori, studenti, insegnanti e attivisti, con una partecipazione particolarmente consistente nel capoluogo lombardo.
Secondo gli aggiornamenti diffusi nel corso della giornata, il corteo ha raggiunto circa 35mila partecipanti. Una manifestazione che ha attraversato diversi quartieri della città, fino a raggiungere uno dei punti più delicati sul piano della viabilità: la Tangenziale Est.
Al centro della protesta le rivendicazioni contro il carovita, i salari considerati insufficienti, la precarietà lavorativa e le politiche di riarmo. Tra gli slogan anche quelli contro la guerra e a sostegno della causa palestinese.
Due cortei confluiti in un’unica manifestazione
La mobilitazione milanese è partita da due distinti punti di ritrovo.
Il primo concentramento si è svolto in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, dove si sono radunati i partecipanti alla manifestazione organizzata dall’Usb. Il secondo appuntamento era in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, con una presenza significativa di studenti e collettivi.
I due gruppi si sono progressivamente ricongiunti, dando vita a un corteo numeroso che ha attraversato la zona di piazzale Loreto e proseguito verso via Andrea Costa, via Leoncavallo e viale Palmanova.
Alla manifestazione hanno preso parte anche insegnanti e gruppi di studenti delle scuole, oltre a rappresentanti di diverse realtà sociali e politiche. Tra i presenti è stata segnalata anche l’eurodeputata Ilaria Salis.
La Tangenziale Est chiusa al traffico: il corteo percorre oltre due chilometri
Il momento più significativo della giornata si è verificato all’altezza di Cascina Gobba, quando una parte consistente del corteo ha raggiunto l’accesso alla Tangenziale Est.
La circolazione era stata preventivamente interrotta dalle autorità per consentire la gestione della manifestazione e scongiurare situazioni di pericolo. Il tratto interessato ha riguardato l’area compresa tra Cologno Monzese e viale Forlanini, con chiusure e deviazioni predisposte anche sulle direttrici collegate.
I manifestanti sono quindi entrati sulla carreggiata e hanno percorso oltre due chilometri in direzione sud, verso Lambrate. La testa del corteo ha successivamente imboccato lo svincolo per uscire dalla tangenziale e dirigersi nuovamente verso piazza Leonardo da Vinci.
La chiusura al traffico ha provocato inevitabili ripercussioni sulla circolazione, mentre le forze dell’ordine hanno presidiato l’area con reparti in assetto antisommossa e mezzi di servizio.
Scritte sui cartelli e momenti di tensione
Durante il passaggio sulla Tangenziale Est sono stati segnalati anche episodi di danneggiamento. Alcuni manifestanti hanno utilizzato vernice rossa per imbrattare cartelli stradali, transenne e strutture presenti lungo il percorso.
Sono inoltre comparsi messaggi contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Altri partecipanti hanno esposto striscioni e bandiere, mentre sono stati segnalati petardi e azioni dimostrative sulle strutture sopraelevate.
La presenza delle forze dell’ordine è rimasta massiccia per tutta la durata della manifestazione. Nel pomeriggio, mentre la testa del corteo aveva già lasciato la tangenziale, diversi partecipanti sono rimasti seduti sulla carreggiata nei pressi dello svincolo di Lambrate, rallentando il deflusso.
Trasporto pubblico e viabilità: numerose linee Atm deviate
La manifestazione ha avuto conseguenze anche sul trasporto pubblico locale. Per consentire il passaggio dei cortei e rispettare le disposizioni delle autorità, Atm ha modificato il servizio di numerose linee di tram, autobus e filobus.
Tra le linee interessate dalle deviazioni o dalle interruzioni figuravano i tram 1, 5, 9, 10, 19 e 33, oltre a numerose linee di superficie, tra cui i bus 39, 42, 44, 51, 53, 54, 55, 56, 60, 62, 81, 86, 87 e i filobus 90, 91 e 92.
Le modifiche hanno riguardato soprattutto le zone attraversate dai cortei e i collegamenti con Centrale, Loreto, Lambrate, Cascina Gobba e altri quartieri della città.
Sul fronte del trasporto ferroviario e degli altri servizi di mobilità, il quadro era invece condizionato dalla precettazione disposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il comparto dei trasporti. L’Usb aveva contestato il provvedimento, confermando la propria mobilitazione.
Sciopero generale, la protesta oltre Milano
La giornata del 30 ottobre non ha riguardato soltanto il capoluogo lombardo. Manifestazioni, presidi e iniziative si sono svolti in numerose città italiane, coinvolgendo lavoratori, studenti e organizzazioni sindacali.
Secondo il quadro nazionale diffuso dall’ANSA, le piazze interessate sono state decine, con iniziative anche nei porti e nei principali centri urbani. Le ragioni della mobilitazione hanno riguardato soprattutto il costo della vita, le condizioni salariali, la precarietà e il contrasto alle politiche di guerra e riarmo.
A Milano, la scelta di raggiungere la Tangenziale Est ha trasformato la manifestazione in un evento di forte impatto sulla circolazione cittadina, riportando al centro dell’attenzione il rapporto tra diritto di manifestare, sicurezza pubblica e gestione della mobilità urbana.
La giornata prosegue con il monitoraggio delle forze dell’ordine e delle autorità locali, mentre il deflusso dei manifestanti e il ripristino della viabilità restano gli aspetti più rilevanti per la città.