Cobolli rompe il silenzio dopo il ritiro a Vienna: «Lacrime di emozione, non di dolore». Ora punta Parigi

Le immagini avevano fatto il giro del mondo in pochi minuti: Flavio Cobolli seduto sulla panchina, il volto nascosto nell’asciugamano e le lacrime impossibili da trattenere. Un momento particolarmente intenso durante il derby italiano contro Matteo Berrettini all’ATP 500 di Vienna, terminato anzitempo con il ritiro del numero 6 del mondo.

A distanza di poche ore, il tennista romano ha voluto chiarire personalmente quanto accaduto, soprattutto per tranquillizzare i tifosi che avevano interpretato il suo pianto come il segnale di un dolore fisico particolarmente forte.

Attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social, Cobolli ha spiegato che quelle lacrime non erano provocate direttamente dal dolore. «Erano emozione, forse un po’ di stress e la delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto solo restarci», ha raccontato.

Una spiegazione che restituisce una dimensione diversa a quanto accaduto sulla superficie indoor austriaca. Non soltanto la preoccupazione per un problema fisico, ma anche la frustrazione di dover rinunciare a una partita attesa, in un momento particolarmente importante della stagione.

Cosa è successo durante il derby con Matteo Berrettini

Il confronto tra Cobolli e Berrettini era uno degli appuntamenti più interessanti del torneo viennese. I due azzurri si conoscono da quando erano bambini e condividono un rapporto che va ben oltre la normale rivalità sportiva.

La partita, valida per il secondo turno, si è interrotta quando Berrettini conduceva 5-2 nel primo set. Cobolli aveva già manifestato alcuni problemi fisici nel precedente incontro contro il bulgaro Grigor Dimitrov, vinto in tre set con il punteggio di 6-4, 3-6, 6-3.

In quella occasione il romano aveva richiesto un medical time-out tra il secondo e il terzo set. Anche contro Berrettini era sceso in campo con una vistosa fasciatura alla coscia sinistra, elemento che aveva alimentato le preoccupazioni sulle sue condizioni.

Nel corso del match, la situazione è diventata progressivamente più difficile. Al cambio di campo, sul 5-2, Cobolli è scoppiato in lacrime. Berrettini si è avvicinato alla panchina dell’avversario e amico, cercando di confortarlo. Poco dopo è arrivata la decisione di interrompere l’incontro.

Per Matteo è arrivata così la qualificazione ai quarti di finale, mentre per Flavio è iniziata una fase di attesa e valutazione medica.

«A Vienna volevo restare in campo»: la delusione del tennista romano

Nel suo messaggio, Cobolli ha rivolto anche un pensiero al torneo e al pubblico presente sugli spalti.

«Vienna, mi dispiace salutarti così. Amo questo torneo e avevo tantissima voglia di sfidare Matteo, con tutti voi sugli spalti», ha scritto il giocatore.

Il passaggio più significativo riguarda però la scelta di fermarsi. Cobolli ha raccontato di aver avvertito qualcosa già durante la partita precedente, ma di aver comunque deciso di provare a continuare. Nel corso del derby ha capito che insistere avrebbe significato rischiare di forzare troppo.

Una decisione difficile per un atleta abituato a competere e a cercare sempre una soluzione per rimanere in partita. In questo caso, tuttavia, fermarsi è diventata la scelta necessaria.

La precisazione sulle lacrime assume quindi un significato particolare: la reazione emotiva non era soltanto legata alla paura di un infortunio, ma soprattutto alla consapevolezza di dover rinunciare a un appuntamento che aveva un valore personale e sportivo.

Gli esami medici e la speranza di esserci a Parigi

La priorità adesso è conoscere con precisione la natura del problema fisico. Cobolli ha annunciato che avrebbe effettuato ulteriori accertamenti il giorno successivo al ritiro, promettendo di aggiornare i tifosi non appena avesse avuto informazioni più chiare.

Per il momento, quindi, non è possibile stabilire con certezza l’entità dell’infortunio né i tempi di recupero. Le sensazioni del giocatore restano comunque improntate a un cauto ottimismo.

Nel suo messaggio ha infatti indicato chiaramente il prossimo obiettivo: il Masters 1000 di Parigi, in programma nella settimana successiva. «Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi», ha scritto, accompagnando le parole con un ringraziamento per i numerosi messaggi di sostegno ricevuti.

La partecipazione al torneo francese dipenderà naturalmente dall’esito degli esami e dalle valutazioni dello staff medico. L’obiettivo è evitare che un problema gestibile possa trasformarsi in uno stop più lungo.

Berrettini vicino all’amico: «Spero non sia niente di serio»

A rendere ancora più emozionante la scena è stato il comportamento di Matteo Berrettini. Il tennista romano, dopo aver ottenuto la qualificazione, ha dedicato parole di grande affetto al connazionale.

Berrettini ha ricordato il loro percorso comune, iniziato quando entrambi erano bambini e frequentavano i campi da tennis a Roma. Ha raccontato di ricordare Cobolli da giovanissimo, quando aveva già scelto il tennis al posto del calcio e coltivava il sogno di arrivare sui palcoscenici più importanti.

Il vincitore del derby ha anche spiegato di conoscere bene le difficoltà che accompagnano gli infortuni, avendone vissuti diversi nel corso della propria carriera. Per questo ha manifestato vicinanza all’amico, augurandosi che il problema non sia grave.

Un rapporto particolare, dunque, che ha trasformato un normale confronto sportivo in un momento di forte partecipazione emotiva. I due si sono ritrovati avversari per la prima volta in una partita ufficiale del circuito maggiore, ma il risultato è passato rapidamente in secondo piano rispetto alla preoccupazione per le condizioni di Cobolli.

Il sogno delle ATP Finals e il finale di stagione

Il ritiro di Vienna arriva in una fase delicata per il tennista italiano. Cobolli sta vivendo una stagione particolarmente positiva ed è in corsa per conquistare la qualificazione alle ATP Finals di Torino, il torneo che riunisce a fine anno i migliori giocatori del circuito.

La possibilità di partecipare per la prima volta alla competizione di fine stagione rappresenta un obiettivo importante. Un eventuale stop potrebbe complicare i programmi, anche considerando gli appuntamenti ancora da affrontare e la necessità di arrivare nelle migliori condizioni fisiche.

Per ora, tuttavia, ogni valutazione dipende dagli accertamenti medici. La priorità è capire l’entità del problema e stabilire un percorso di recupero adeguato.

Il messaggio di Cobolli ha intanto ridimensionato almeno una parte delle preoccupazioni: quelle lacrime, ha voluto chiarire, non erano lacrime di dolore, ma la reazione emotiva di un giocatore costretto a lasciare il campo proprio quando avrebbe voluto continuare.

I tifosi attendono adesso il responso degli esami. La speranza è che il ritiro di Vienna resti soltanto una battuta d’arresto e che Flavio possa tornare presto in campo, continuando a inseguire gli obiettivi di una stagione fin qui straordinaria.


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