Il Rolex Paris Masters chiude la stagione dei Masters 1000 e assegna gli ultimi punti per le ATP Finals. Musetti, Darderi, Arnaldi, Berrettini, Sonego e Bellucci cercano un finale di stagione importante. Ma gli occhi sono puntati soprattutto su Flavio Cobolli: gli mancano 95 punti per blindare matematicamente il pass per Torino.
Il Rolex Paris Masters 2026, ultimo Masters 1000 della stagione, si disputa dal 2 all’8 novembre alla Paris La Défense Arena. È il torneo che chiude la corsa alla qualificazione per le ATP Finals di Torino e che può consegnare all’Italia un protagonista nel torneo dei Maestri: Flavio Cobolli.
Il sorteggio ha disegnato un percorso tutt’altro che morbido per gli azzurri. Lorenzo Musetti è nella parte alta, quella del numero uno del seeding Alexander Zverev; Cobolli è nella parte bassa, nello stesso quarto di Daniil Medvedev e con Carlos Alcaraz sul possibile cammino verso la semifinale. Sono sette gli italiani al via, contando anche Lorenzo Sonego e Mattia Bellucci, entrati nel tabellone principale attraverso le qualificazioni. <Cite refs={[“turn459206search0″,”turn934087search1”]}/>
Sette azzurri, sette storie diverse
Il contingente italiano è numeroso e distribuito in diverse zone del tabellone. Ma i sorteggi, almeno sulla carta, non sono stati particolarmente generosi.
Lorenzo Musetti comincia contro Hubert Hurkacz. Un esordio già impegnativo: il polacco è un avversario pericoloso sul cemento indoor, dove il servizio e la capacità di accorciare gli scambi possono diventare armi pesanti. In caso di vittoria, per Musetti arriverebbe subito Alexander Zverev, numero uno del seeding e nuovo numero uno del ranking ATP.
Il carrarino ha qualità e varietà per giocarsela con chiunque, ma Parigi richiede un tennis più diretto rispetto alla terra battuta. Dovrà usare il rovescio per aprirsi il campo, variare le traiettorie e soprattutto non concedere troppo al servizio di Hurkacz. Il rischio è quello di finire intrappolato in una partita fatta di pochi punti decisivi. Il possibile secondo turno con Zverev sarebbe un test di altissimo livello, da affrontare con coraggio e senza timori reverenziali.
Luciano Darderi affronta l’australiano Rinky Hijikata, entrato nel tabellone attraverso le qualificazioni. Un primo turno che può offrire all’azzurro un’occasione concreta per entrare nel torneo, ma attenzione a sottovalutare l’avversario, capace di giocare un tennis aggressivo e rapido. Superato questo ostacolo, il percorso potrebbe portare a un incrocio con Novak Djokovic, a seconda dei risultati nella stessa sezione.
Per Darderi la priorità sarà imporre la propria intensità da fondo e non lasciare che il match si trasformi in una successione di scambi brevi e dominati dall’avversario. Il cemento indoor non è la superficie sulla quale ha costruito i suoi risultati migliori, ma il sorteggio gli concede una possibilità da sfruttare.
Matteo Arnaldi debutta contro Cameron Norrie. Un confronto che promette intensità e scambi di qualità, con il britannico capace di allungare gli scambi e mettere alla prova la pazienza dell’azzurro. In caso di passaggio del turno, ad aspettarlo ci sarebbe Ben Shelton, testa di serie numero 3.
Per Arnaldi il primo obiettivo è evitare di farsi trascinare in una partita troppo attendista. Dovrà cercare il campo, prendere l’iniziativa e sfruttare le occasioni in risposta. Il tabellone non concede grandi margini: superare Norrie sarebbe già un risultato significativo.
Mattia Bellucci e Lorenzo Sonego sono protagonisti di un derby italiano al primo turno. Una sfida che garantisce all’Italia un qualificato al secondo turno, ma che costringe uno dei due a salutare immediatamente il torneo. Bellucci ha superato le qualificazioni battendo Thiago Tirante, mentre Sonego ha conquistato il pass contro Adolfo Daniel Vallejo al termine di una battaglia conclusa al tie-break del terzo set.
Il precedente stagionale a Cagliari è stato vinto da Bellucci, ma il cemento indoor parigino offre condizioni differenti. Sonego ha esperienza e un tennis aggressivo, Bellucci può contare su un mancino capace di creare angoli e variazioni. Sarà una partita nella quale il servizio e la gestione dei momenti delicati potranno fare la differenza. In un derby, poi, la classifica conta fino a un certo punto: spesso sono i nervi a decidere chi resta in corsa.
Matteo Berrettini affronta Brandon Nakashima. Il romano è inserito nella parte di tabellone presidiata da Carlos Alcaraz e, in caso di vittoria, potrebbe trovare proprio lo spagnolo agli ottavi. Un incrocio di altissimo livello, ma prima c’è da superare uno statunitense solido, ordinato e capace di reggere bene gli scambi da fondo.
Berrettini arriva da una settimana importante a Vienna, dove ha battuto Cobolli nel derby concluso con il ritiro del romano. Il suo servizio e il dritto restano le armi principali, soprattutto su una superficie veloce. Se riuscirà a trovare percentuali alte con la prima, potrà mettere pressione a Nakashima e costruire il match sulle proprie geometrie.
Il possibile confronto con Alcaraz sarebbe uno degli appuntamenti più attesi del torneo. Ma il tennis, come insegna il tabellone, non concede scorciatoie: prima bisogna vincere la partita che si ha davanti.
Cobolli, il tabellone è un’occasione ma la coscia resta il primo avversario
Il nome più atteso per il pubblico italiano è naturalmente quello di Flavio Cobolli. La testa di serie numero 5 beneficia del bye al primo turno e comincerà direttamente dai sedicesimi di finale contro il vincente della sfida tra Jan-Lennard Struff e la wild card francese Arthur Gea.
Sulla carta, un avvio che gli permette di guadagnare qualche giorno di recupero. Ma il vero avversario, in questo momento, è il problema fisico accusato a Vienna.
Il romano si è ritirato nel derby contro Berrettini quando era sotto 5-2 nel primo set. Gli esami strumentali hanno evidenziato un piccolo risentimento muscolare alla coscia sinistra. Cobolli ha comunicato di voler fare il possibile per giocare a Parigi, ma la sua presenza resta subordinata alle valutazioni mediche. Il 1° novembre era ancora impegnato tra riposo e terapie, con ulteriori accertamenti previsti per capire se fosse possibile scendere in campo senza correre rischi. La linea dichiarata è chiara: nessuna forzatura, soprattutto con Torino all’orizzonte. <Cite refs={[“turn934087search0″,”turn934087search2”]}/>
Se dovesse giocare e superare il primo ostacolo, il possibile avversario agli ottavi sarebbe uno tra Rafael Jodar e Casper Ruud. Un incrocio tutt’altro che banale: Jodar è uno degli uomini in crescita della stagione, mentre Ruud porta in dote esperienza e solidità. Ai quarti, il tabellone potrebbe proporre Daniil Medvedev o Alejandro Davidovich Fokina. Più avanti, nella zona delle semifinali, i nomi da tenere d’occhio sono quelli di Carlos Alcaraz, Arthur Fils e Taylor Fritz. <Cite refs={[“turn459206search2″,”turn934087search7”]}/>
Il percorso, insomma, non è una passeggiata. Ma Cobolli ha già dimostrato nel corso della stagione di poter competere a questo livello. La questione è capire se il fisico gli consentirà di farlo anche questa settimana.
Race to Turin: Cobolli ha il pass a portata di mano
Ed eccoci al capitolo più importante per il tennis italiano. Le ATP Finals 2026 si giocheranno a Torino dal 15 al 22 novembre e il Masters di Parigi rappresenta l’ultima occasione per accumulare punti nella corsa alla qualificazione.
La Race tiene conto dei risultati ottenuti nel corso della stagione e premia i primi otto giocatori. C’è però un elemento che cambia il quadro: Jannik Sinner ha già annunciato che non prenderà parte alle Finals, nonostante la posizione utile nella graduatoria. Il suo posto, di conseguenza, verrà occupato dal primo giocatore disponibile in classifica.
La situazione aggiornata dopo i tornei di Vienna e Basilea vede Cobolli al sesto posto con 3.690 punti. Davanti a lui ci sono Alexander Zverev, Jannik Sinner, Carlos Alcaraz, Ben Shelton e Daniil Medvedev. Ma considerando il forfait di Sinner, il romano è virtualmente quinto tra i giocatori che possono effettivamente occupare uno degli otto posti a Torino.
Alle sue spalle si trovano Arthur Fils, Frances Tiafoe, Rafael Jodar e Alex de Minaur, tutti ancora interessati alla corsa. Anche Novak Djokovic resta da monitorare, sebbene più distante. <Cite refs={[“turn934087search4″,”turn934087search8″,”turn934087search0”]}/>
Quanti punti servono a Cobolli per staccare il pass?
La risposta, sulla base della situazione fotografata il 1° novembre da Sky Sport, è: 95 punti per la certezza matematica. Il Masters 1000 di Parigi assegna 100 punti a chi raggiunge gli ottavi di finale. Per il romano, che beneficia del bye al primo turno, significa una cosa molto semplice: vincere la prima partita che giocherà a Parigi gli garantirebbe il bottino necessario.
È il dato che rende il suo tabellone ancora più interessante. Non gli serve arrivare in semifinale, non deve necessariamente battere uno dei big e non è obbligato a giocare una settimana perfetta. Gli basta superare il primo avversario per aggiungere quei 100 punti che lo porterebbero a quota 3.790, oltre la soglia indicata per la certezza matematica.
Questo non significa che la qualificazione sia già acquisita: fino alla conferma ufficiale bisogna considerare anche i risultati degli inseguitori e le combinazioni del tabellone. Ma la posizione di partenza è decisamente favorevole.
C’è poi un altro elemento da non trascurare: il romano può anche qualificarsi senza ottenere altri punti, se i risultati dei rivali saranno sufficientemente favorevoli. In questo scenario, però, dipenderebbe completamente dagli altri. Una vittoria a Parigi gli consentirebbe invece di mettere il pass al sicuro, senza dover guardare continuamente i risultati degli avversari.
La prudenza, naturalmente, viene prima di tutto. Con un risentimento muscolare ancora da valutare, forzare per ottenere cento punti potrebbe rivelarsi un pessimo affare se il problema dovesse peggiorare e compromettere Torino. La decisione dovrà essere presa sulla base delle condizioni effettive, non della pressione del calendario.
Chi può ancora rovinare la festa?
Gli inseguitori principali sono Fils, Tiafoe, Jodar e de Minaur. Tutti hanno ancora margini per raccogliere punti importanti a Parigi. Djokovic è più distante, ma resta un nome da monitorare, soprattutto perché il serbo può ancora inserirsi nella lotta.
La situazione dei rivali, tuttavia, è condizionata dal tabellone. Non tutti possono spingersi contemporaneamente fino in fondo: alcuni potenziali concorrenti si trovano nella stessa zona e potrebbero eliminarsi a vicenda. È proprio questo intreccio che rende favorevole la posizione di Cobolli.
La soglia dei 95 punti indicata da Sky va letta in questo contesto: non è una quota fissa valida in ogni scenario, ma il margine necessario per blindare matematicamente il posto sulla base della situazione attuale e delle combinazioni possibili. La Race può cambiare fino all’ultima partita, ma il romano ha un vantaggio significativo.
Parigi, l’ultimo esame prima di Torino
Il Rolex Paris Masters è quindi molto più di un semplice torneo di fine stagione. Per Musetti, Darderi, Arnaldi, Berrettini, Bellucci e Sonego rappresenta un’occasione per chiudere il 2026 con un risultato di prestigio. Per Cobolli, invece, è il crocevia tra una stagione già eccellente e il possibile debutto alle ATP Finals.
Il tabellone mette subito alla prova gli azzurri, con incroci complicati e possibili sfide contro i primi del seeding. Ma il tennis indoor può riservare sorprese: basta una giornata di servizio impeccabile, un tie-break girato dalla parte giusta o un avversario che perde il ritmo per cambiare completamente il copione.
La priorità italiana, però, ha un nome e un cognome. Flavio Cobolli è a un passo da Torino, e il suo obiettivo non è soltanto arrivarci: è farlo nelle condizioni migliori, per potersi giocare fino in fondo la prima partecipazione al torneo più esclusivo della stagione.
A Parigi si gioca l’ultimo Masters 1000 dell’anno. Per Cobolli, il vero match point è già sul tavolo. Adesso bisogna capire se il fisico gli permetterà di giocarlo.