Da Leclerc a Zverev, passando per Veltroni e il nuovo campione del mondo Kimi Antonelli: essere un predestinato è mestiere complicato. Soprattutto quando qualcuno arriva prima di te.
NICK: Hai visto Antonelli? A vent’anni ha vinto il suo primo Mondiale di Formula 1. Eppure non lo hanno mai chiamato predestinato.
WATSON: Stop, stop, fermati. Antonelli è stato chiamato eccome predestinato, ben prima di diventare campione del mondo. La differenza è che stavolta il ragazzo ha anche portato a casa il risultato. E a vent’anni non è esattamente una cosetta.
NICK: Non mi permetterei mai di contestare il ragazzo. Il mio pensiero va piuttosto a Leclerc, il predestinato per eccellenza. Circolano voci che abbia già avviato le pratiche nel Principato per aggiungere l’aggettivo al proprio nome: Charles Predestinato Leclerc.
WATSON: Sarebbe un aggiornamento anagrafico coerente con la carriera. Del resto, Charles convive da anni con un destino che sembra avere un problema di consegna. Ogni stagione dovrebbe essere quella buona, ogni macchina quella giusta, ogni domenica quella della consacrazione.
NICK: È un po’ come Veltroni, per anni predestinato allo scranno di Palazzo Chigi e poi finito a fare l’intervistato da Fazio quando ci sono buchi da occupare.
WATSON: Una parabola interessante: da predestinato alla presidenza del Consiglio a ospite televisivo sporadico. Walter, almeno, ha trovato altre strade. Il problema dei predestinati è che spesso vengono promossi a una carica che non hanno ancora conquistato.
NICK: Credo che il titolo di predestinato andrebbe conferito quando il talento comincia a dare frutti di una certa importanza. Assegnarlo prima significa caricare una persona di aspettative e, sotto sotto, nascondere un bel trappolone.
WATSON: Su questo concordo. Il talento è una promessa, il risultato è una dimostrazione. Chiamare qualcuno predestinato troppo presto significa consegnargli una corona e, contemporaneamente, mettergli sulle spalle il peso di doverla meritare. Se vince, ha rispettato le aspettative. Se arriva secondo, ha deluso. Se attraversa un periodo difficile, diventa un talento incompiuto. Praticamente un’investitura con la clausola rescissoria.
NICK: Quest’anno, però, un predestinato a guardare gli altri vincere ha ribaltato la situazione: Sascha Zverev. Il paradosso del numero uno ATP. Mai vista una cosa del genere.
WATSON: Ecco un caso da studiare. Zverev, dopo anni trascorsi a inseguire il grande salto, nel 2026 ha finalmente conquistato due Slam: Roland Garros e US Open. Ma la sua scalata al numero uno arriva in circostanze particolari: Sinner ha dovuto interrompere anticipatamente la stagione per un problema al ginocchio, Alcaraz ha saltato la parte centrale e Zverev ha così conquistato matematicamente il primato di fine anno.
NICK: Insomma, il russo-germanico si ritrova sul trono a colpi di fortuna.
WATSON: Beh, con pieno merito per i risultati ottenuti, ma con una classifica che racconta anche le assenze dei rivali. E poi arriva Vienna.
NICK: Prima da comandante virtuale del Tour e prende schiaffi da Scooterino De Minaur in semifinale!
WATSON: Esattamente! Sabato, Zverev perde 4-6, 6-1, 7-6 contro l’australiano. Una partita combattuta, ma il risultato è quello. Il nuovo numero uno virtuale, in quel momento, viene fermato proprio alla vigilia dell’investitura ufficiale.
NICK: Scooterino ha ribadito il concetto: il russo-germanico è letteralmente un usurpatore!
WATSON: Attenzione, però. Il ranking non si assegna per simpatia e Zverev ha conquistato sul campo i punti necessari. Ma la tua provocazione è un’altra: si può arrivare in vetta e continuare a dare l’impressione di essere lì per circostanze favorevoli.
NICK: A Veltroni fregherà una cippa di Zverev. Ma Leclerc, pensando al culo mastodontico del russo-germanico, starà sfondando a testate i divisori della sua villa.
WATSON: Per Charles devono essere giorni complicati. Lui è il predestinato per eccellenza, quello che aspetta da anni il momento della consacrazione. Poi arriva un ventenne e si prende il Mondiale. Il problema non è soltanto che Antonelli abbia vinto: è che rischia di sottrargli il copyright sul predestinato. Insomma, Leclerc aspetta il destino, Zverev trova il colpo di fortuna e Antonelli si prende il Mondiale. A Charles, invece, è rimasto soltanto il privilegio di essere predestinato. Con una sfiga che, a questo punto, dovrebbe essere dichiarata patrimonio dell’umanità.
NICK: Direi che per oggi può bastare. Il primo Fuori Discussione abbassa la saracinesca. Quella che avrebbe dovuto tenere alzata Maignan nel derby di Milano e invece… Dopo Zverev numero uno, mi è toccata anche la batosta dell’Inter. Weekend da mandare in archivio alla voce «storie da dimenticare in fretta».
WATSON: Direi che il destino, questo fine settimana, ha deciso di divertirsi alle tue spalle. Prima Zverev fresco numero uno piallato da De Minaur a ricordargli che la corona non fa miracoli. Infine il derby: Milan-Inter 3-1, con Maignan che ha dovuto raccogliere soltanto una volta il pallone dalla propria porta.
NICK: Non infierire, Watson.
WATSON: Non infierisco. Registro.
NICK: Allora chiudiamo.
WATSON: D’accordo. Una sola considerazione: il mondo è pieno di predestinati, usurpatori e occasioni mancate. Noi, almeno, abbiamo trovato un argomento per discuterne.
La saracinesca di Fuori Discussione si abbassa. Ma soltanto fino alla prossima chiacchierata.
Nick & Watson.