Luigi Riganti, il GUP di Garlasco: chi è il giudice chiamato a decidere su Sempio

Luigi Riganti, giudice dell’udienza preliminare di Pavia, caso Garlasco

Il fascicolo di Andrea Sempio è arrivato sulla scrivania di Luigi Riganti, magistrato pavese di lungo corso, chiamato a presiedere l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi. Il nome del giudice è entrato così nella cronaca nazionale, ma la sua storia professionale e culturale racconta molto più di una nuova casella nel complesso scacchiere giudiziario di Garlasco.

Riganti, 64 anni, è nato a Pavia ed è in magistratura dal 1991. Il 4 novembre 2026 gli è stato assegnato il fascicolo dopo il deposito della richiesta della Procura pavese. La sua funzione, in questa fase, è quella di giudice dell’udienza preliminare: dovrà valutare gli atti e decidere se Andrea Sempio debba affrontare il processo oppure se ricorrano i presupposti per una diversa decisione. Non è il giudice del dibattimento e, soprattutto, l’assegnazione non anticipa in alcun modo il merito dell’accusa.

Dalle sedi giudiziarie a Pavia

La carriera di Riganti si è sviluppata attraverso diversi uffici giudiziari. Dopo l’avvio a Enna, nel 1992, ha lavorato a Vercelli dal 1995, nell’area di Ascoli Piceno – con sede a San Benedetto del Tronto – dal 1999 e a Piacenza dal 2003. Il ritorno nella città d’origine è arrivato nel luglio 2010, quando è approdato al Tribunale di Pavia.

Nel capoluogo lombardo ha ricoperto il ruolo di coordinatore della sezione penale e quello di giudice del dibattimento. Successivamente è passato all’area GIP-GUP, dove opera tra i magistrati penali che si occupano delle indagini preliminari e dell’udienza preliminare. Un percorso che lo ha portato a confrontarsi con procedimenti molto diversi tra loro, dal contenzioso legato all’amianto alle vicende di amministrazione di sostegno, fino a casi di omicidio.

Il caso Adriatici e gli altri procedimenti

Tra le decisioni più recenti che hanno attirato l’attenzione pubblica c’è quella del febbraio 2026 nel processo a Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza di Voghera. Riganti, nell’ambito del rito abbreviato, lo ha condannato in primo grado a dodici anni per l’omicidio volontario di Youns El Boussettaoui, ucciso nel luglio 2021 in piazza Meardi. La sentenza ha avuto un’eco nazionale anche per il ruolo istituzionale ricoperto dall’imputato e per il dibattito sulla legittima difesa.

Il magistrato si è occupato inoltre del procedimento relativo a Sergio Contrini, amministratore di sostegno coinvolto in un caso di peculato e omissione di atti d’ufficio, e del processo Fibronit, legato alla vicenda dell’amianto. Tra gli incarichi più delicati figura anche il fascicolo sulla morte del fotoreporter pavese Andrea Rocchelli, ucciso in Ucraina nel 2014: Riganti è chiamato a valutare le richieste di ulteriori accertamenti nell’ambito del procedimento.

Il catalogo dei casi non serve a costruire un pronostico sul fascicolo Sempio. La valutazione del giudice dovrà restare ancorata agli atti e alle regole del procedimento, senza che le decisioni precedenti vengano trasformate in una presunta “linea” personale.

Il magistrato, il rock e il cinema

Fuori dall’aula, il profilo di Riganti è decisamente meno convenzionale di quello che ci si potrebbe aspettare da un magistrato. È appassionato di musica rock e ha suonato il basso e cantato in gruppi della scena pavese, tra cui i Dark Tales e i NoName. Con Paolo Dovico ha firmato il volume Vinile italiano ’80, dedicato al rock e alla new wave italiana.

La passione per la cultura non si ferma alla musica. Riganti è coautore, insieme ad Alessandro Peroni e Giacomo Aricò, di Pavia ripresa. 70 anni di cinema a Pavia, e ha curato iniziative e rassegne dedicate alla storia cinematografica del territorio, tra cui Pavia nel cinema. Nel 2026 è stato inoltre coinvolto nel TiCinema International Film Festival, in veste di ospite e promotore.

È anche autore di narrativa: nel 2022 è uscito Quando il telefono aveva il filo. Un’attività parallela che restituisce l’immagine di un professionista con interessi culturali coltivati nel tempo, senza sovrapporli al ruolo giudiziario.

Garlasco, ora la decisione è procedurale

La richiesta di rinvio a giudizio per Sempio apre una fase nuova, ma non cancella il fatto che per l’omicidio di Chiara Poggi esista già una condanna definitiva a carico di Alberto Stasi. È questo uno dei nodi che rende il procedimento particolarmente complesso e che impone cautela nel racconto pubblico.

Riganti dovrà esaminare l’impianto accusatorio e le eventuali questioni sollevate dalle parti. La sua decisione non sarà una sentenza sulla colpevolezza: l’udienza preliminare serve a stabilire se l’accusa debba essere sottoposta al giudizio dibattimentale. Il resto appartiene a un eventuale processo e alle prove che saranno ammesse e discusse.

Per ora, dunque, il dato certo è il nome del magistrato e il compito che gli è stato affidato. Il fascicolo Garlasco è arrivato a un nuovo passaggio; la responsabilità di decidere, come sempre, sarà quella di leggere le carte, non le aspettative che si sono accumulate attorno al caso.

Fonti: ANSA; Il Giorno; La Provincia Pavese; TGcom24; La Stampa; La Nuova Sardegna.

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