Lo spagnolo supera De Minaur 6-1, 6-4 e firma il quarto titolo stagionale. Il Masters 1000 di Parigi apre un’altra settimana decisiva: Cobolli guida la pattuglia italiana, Musetti e Berrettini cercano spazio in un tabellone complicato.
Carlos Alcaraz saluta Vienna con un altro trofeo e una prestazione che conferma il suo straordinario momento. Il numero due del mondo ha conquistato l’Erste Bank Open superando Alex de Minaur nella finale dell’ATP 500 austriaco con il punteggio di 6-1, 6-4. Una vittoria maturata in 97 minuti, costruita sulla superiorità mostrata nel primo set e sulla capacità di gestire il ritorno dell’australiano nella seconda frazione.
Per Alcaraz si tratta del quarto titolo conquistato nel 2026 e del ventottesimo della carriera. Il successo assume un significato ulteriore considerando il percorso completato nella capitale austriaca: cinque partite, nessun set ceduto e una continuità di rendimento che conferma la sua particolare efficacia nei tornei indoor.
Il primo parziale è stato praticamente a senso unico. Lo spagnolo ha imposto immediatamente ritmo e profondità, togliendo a De Minaur il tempo necessario per organizzare la propria risposta. Due break hanno indirizzato la frazione, chiusa con un netto 6-1.
Nel secondo set l’australiano ha provato a cambiare strategia, cercando di allungare gli scambi e di sfruttare la propria velocità negli spostamenti. La partita è diventata più equilibrata, ma Alcaraz ha mantenuto il controllo nei momenti decisivi, trovando il break necessario per chiudere 6-4.
Il successo allunga a 26 partite la striscia di vittorie consecutive dello spagnolo nei tornei ATP 500. Un dato che racconta meglio di molte definizioni la sua capacità di affrontare questa categoria di competizioni. Per De Minaur, invece, resta una finale importante, ma anche la conferma di un limite ancora da superare contro un avversario che lo ha battuto per la settima volta consecutiva.
Vienna lascia anche indicazioni per il tennis italiano
Il torneo austriaco non ha regalato un finale particolarmente felice agli azzurri. Matteo Berrettini ha raggiunto i quarti di finale, dove si è arreso proprio a De Minaur. Flavio Cobolli si è invece ritirato durante il derby con Berrettini, un episodio che ha lasciato in sospeso la valutazione sulle sue condizioni fisiche in vista del prossimo appuntamento.
Lorenzo Musetti era uscito precedentemente contro il britannico Arthur Fery, mentre Luciano Darderi aveva incontrato il passo falso contro Tommy Paul.
Sono risultati da leggere anche in funzione del calendario: il finale di stagione indoor non concede molto tempo per recuperare e la programmazione si fa particolarmente intensa proprio nel momento in cui si decidono gli ultimi posti per le ATP Finals.
Parigi, l’ultimo Masters 1000 della stagione
Da domani l’attenzione si sposta sul Rolex Paris Masters, in programma dal 31 ottobre all’8 novembre alla Paris La Défense Arena, con il tabellone principale che entra nel vivo da lunedì 2 novembre. È l’ultimo Masters 1000 dell’anno e rappresenta uno degli appuntamenti più importanti prima delle ATP Finals di Torino.
Il sorteggio offre subito diversi spunti. Flavio Cobolli, testa di serie numero cinque, usufruirà del bye al primo turno. Il suo debutto avverrà contro un qualificato oppure contro la wild card francese Arthur Gea. Agli ottavi potrebbe trovare Rafael Jodar o Casper Ruud, mentre nei quarti il percorso teorico porta verso Daniil Medvedev o Alejandro Davidovich Fokina.
Matteo Berrettini avrà invece un debutto impegnativo contro Brandon Nakashima, con la possibilità di incrociare Carlos Alcaraz agli ottavi. Per Lorenzo Musetti l’esordio sarà contro Hubert Hurkacz: il vincitore potrebbe poi trovare Alexander Zverev, numero uno del seeding.
Completano il quadro italiano Matteo Arnaldi, atteso da Cameron Norrie, e Luciano Darderi, che inizierà contro un qualificato.
La corsa a Torino e il peso degli ultimi punti
Alcaraz è già qualificato per le ATP Finals, ma Parigi offre ancora opportunità importanti per chi insegue gli ultimi posti disponibili. De Minaur, sconfitto a Vienna, non ha ancora abbandonato l’obiettivo di tornare tra gli otto protagonisti di Torino.
La settimana francese sarà anche un test di condizione: superfici indoor, partite ravvicinate e avversari di altissimo livello metteranno alla prova la tenuta fisica dei giocatori.
Alcaraz arriva con la fiducia di chi ha appena vinto un torneo senza lasciare un set agli avversari. Gli italiani, invece, hanno davanti un tabellone che non concede scorciatoie. Parigi non è soltanto l’ultimo grande appuntamento prima di Torino: è l’ultima occasione per trasformare una stagione positiva in una stagione davvero memorabile.